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Bilione

Vari 

Avrei potuto scrivere “vedi miliardo” o “un milione di milioni”, attirandomi critiche nei due casi. La questione del valore del “bilione”, infatti, non è affatto semplice: paradossalmente il suo valore cambia nel tempo e nello spazio. In tempi e luoghi diversi, infatti, la parola e il suo equivalente in lingue diverse ha assunto il significato di 109, ossia un miliardo, o 1012, ossia un milione di milioni.

 

Iniziamo dal principio: il primo utilizzo documentato del termine risale al 1475, quando il matematico francese Jehan Adam usò bymillion e trimillion, per 1012, visto come un milione di milioni, e 1018 in Traicté en arismetique pour la practique par gectouers. Nel 1484 un altro matematico francese, Nicolas Chuquet, estese la nomenclatura, introducendo i termini quadrillion, quyllion, sixlion, septyllion, ottyllion, e nonyllion nell’articolo Le Triparty en la Science des Nombres par Maistre Nicolas Chuquet Parisien per indicare potenze successive del milione. L’articolo fu in gran parte copiato da Estienne de La Roche nel suo libro L'arismetique (1520), mentre l’originale fu ritrovato solo nel 1870.

 

Il primo utilizzo col significato di 109 compare in Greenwood Book (1729), pubblicato del Prof. Isaac Greenwood, in quelle che allora erano le colonie inglesi nel continente americano. Forse il motivo per il cambiamento di significato fu l’assenza di un termine per “miliardo” nella lingua inglese. Per estensione furono poi utilizzati i termini trilione, quadrilione ecc. a indicare 1012, 1015 e successivi prodotti di mille per un milione.

 

Quale fu il motivo del cambiamento? Avanzo un’ipotesi basata sulla praticità: uno dei motivi di relativa popolarità dell’uso europeo del termine sta nel fatto che per scrivere grandi numeri fino al 1600 si usava suddividere le cifre a gruppi di 6, non di 3 come oggi, quindi il “nome” di un numero e il modo di leggerlo erano suggeriti dalla grafia del numero stesso. Contando i separatori (punti o virgole, a seconda della cultura) si aveva l’immediata percezione di quanto grande fosse il numero da premettre a “–ilioni”. Quando si passò a una suddivisione in gruppi di 3 cifre divenne popolare la convenzione introdotta oltre oceano.

 

Anche nel vecchio continente, soprattutto in Italia, Francia e Inghilterra, il termine fu occasionalmente usato a partire dal XVIII secolo col significato meno comune di 109. In particolare in Francia il significato “americano” fu introdotto all’inizio del XIX secolo e si diffuse rapidamente, tanto da divenire il significato prevalente.

 

Nel XX secolo la questione del valore del bilione iniziò a divenire importante, non tanto per gli usi scientifici e tecnici (ambiti nei quali si utilizza la più pratica notazione esponenziale, al posto delle parole), né commerciali (perché nelle transazioni economiche i valori sono sempre indicati scrivendo per esteso tutte le cifre), ma nella comunicazione verso il grande pubblico. Per annunciare importanti investimenti e spese, ma molto più tristemente enormi debiti, organizzazioni economiche e governi, oltrepassando la barriera del miliardo, preferivano utilizzare meno parole per indicare numeri enormi, solo che il termine “bilione” generava confusione.

 

La prima nazione che decise di fare chiarezza fu la Francia: nel 1964 il Governo stabilì la validità del significato tradizionale (1012), anche se ormai era divenuto il meno comune.

 

Nel 1974 l’Inghilterra adottò ufficialmente la definizione americana, rompendo con la tradizione (forse per accentuare la differenza rispetto ai vicini d’oltre Manica). Non si trattò di una legge, ma di un comunicato del Governo, che chiariva il significato da attribuire alla parola “billion” nei documenti ufficiali. I mezzi di comunicazione si adeguarono rapidamente, come la maggior parte degli stati di lingua inglese, tra i quali Australia, Sud Africa e Zimbabwe.

 

L’Italia si allineò alla Francia nel 1994 (ma il termine è quasi assente nei mezzi di comunicazione italiani). La maggior parte degli altri stati europei segue la stessa convenzione, generalmente più per consuetudine, che per legge o pronunciamento ufficiale, e le ex colonie che hanno conservato la lingua dei colonizzatori seguono per lo più la convenzione della lingua degli antichi dominatori. Curiosa la situazione del portoghese, nei due principali paesi nei quali è parlato: in Portogallo il termine biliāo segue la tradizione europea, mentre in Brasile il termine bilhāo segue l’uso del nuovo mondo.

 

La situazione oggi è confusa, con differenti livelli di ufficialità; approssimativamente seguono la tradizione più antica:

  • Europa occidentale, inclusa la zona della ex Yugoslavia, tranne gli stati di lingua inglese;

  • gli stati delle Americhe, tranne Stati Uniti e Brasile;

  • circa metà dell’Africa (all'incirca gli stati a Ovest e a Sud).

 

Seguono invece l’uso “moderno”:

  • tutti gli stati di lingua inglese;

  • Europa Orientale;

  • Brasile;

  • Medio Oriente;

  • i paesi di lingua araba;

  • circa metà dell’Africa (all'incirca gli stati a Nord e a Est).

 

Il Canada, linguisticamente diviso, si divide anche per quanto riguarda l’uso del termine.

L’Estremo Oriente usa terminologie diverse.

 

Tra i casi nei quali il vasto pubblico fu costretto a misurarsi con numeri enormi e le ambiguità dei nomi, possiamo ricordare alcune banconote aventi come denominazione un numero enorme, emesse in periodi di inflazione spaventosa. Cito alcuni esempi in ordine crescente di denominazione:

  • nei primi anni ’20 in Germania circolavano banconote (e persino francobolli!) del valore di miliardi di marchi;

  • in Yugoslavia nel 1993 furono emesse banconote da 500 miliardi di dinari;

  • nel 2009 nello Zimbabwe furono emesse banconote da 100 trilioni (1014) di dollari locali e questa resta la banconota sulla quale sia comparso il massimo numero di cifre per esprimere il suo valore;

  • nel 1946 in Ungheria furono emesse banconote da 1021 pengő (un sestilione, secondo l’uso moderno del termine, mille trilioni secondo quello antico), la più alta denominazione della quale sia a conoscenza, però la banconota recava la denominazione di “solo” un miliardo di B-pengő, perché un B-pengő valeva 1012 vecchi pengő.

Il più alto tasso di cambio mai utilizzato nel passaggio tra due diverse valute fu impiegato nel 1996 in Yugoslavia: un nuovo dinaro valeva 1027 vecchi dinari, un numero del quale la maggior parte della popolazione non conosceva neppure il nome (che sarebbe un settilione, secondo l’uso moderno del termine, mille quadrilioni, secondo quello antico).

Vedi anche

Miliardo, Milione.

Bibliografia

  • Pickover, Clifford A.;  A Passion for Mathematics, Hoboken, John Wiley & Sons, 2005.

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